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La Società


Storia

Erano i primi di ottobre del 1967.
La scena si svolge davanti al Liceo Doria e protagonisti sono due ragazzi di diciannove anni, freschi di Maturità e in attesa di iniziare l’Università.
Uno sono io, Edoardo Bozano, reduce dall’aver fatto tutta la trafila del settore giovanile di allora, (Primi Calci nel C.S.I., allievi e Juniores) in una società che si chiamava Vivaldi, poi diventata Ligorna Vivaldi. Non avevo sbocchi in prima squadra ed avevo in mano il mio cartellino.
L’altro si chiama Giovanni Abruzzese, attualmente primario di Neurochirurgia alla Clinica Neurologica di S.Martino. I due si conoscono da anni per via della scuola e della comune passione per il Genoa.
Il dialogo è all’incirca questo: . .

Allora il campionato di Terza Categoria iniziava con le feste dei primi di novembre e ci si poteva iscrivere fino al 10 di ottobre al modico (adesso, ma non allora) prezzo di L.100.000. Fatto sta che il colloquio si ripete anche nei giorni successivi perché i due si rivedevano sempre alla stessa ora davanti al Doria, Abruzzese in quanto ex alunno appena uscito da quella scuola ed io perché … aspettavo la ragazza.

Alla fine cedo e dico di sì. Partecipo al primo allenamento a S.Desiderio (un disastro!) e alla riunione definitiva che assegna il nome alla squadra, Goliardica, e decide il colore della maglia, nera con il bordo giallo, calzoncini gialli, calzettoni neri con bordo giallo. E naturalmente partecipo alla prima colletta per l’iscrizione, 10.000 lire “estorte” alla mamma. Così è iniziata l’avventura della Goliardica ormai quarant’anni fa.


I primi difficili anni

Di quella prima squadra facevano parte un gruppo di studenti universitari, da cui il nome Goliardica, oggi tutti professionisti di spicco della vita cittadina. Ne manca uno, appassionatissimo, un grande amico, scomparso tanti anni fa ormai, per un banalissimo incidente casalingo. Si chiamava Camillo Bertelli, era un architetto, ed era un po' l'emblema dello spirito che ha sempre animato la Goliardica: grinta, cuore, entusiasmo. Tanti bei ricordi sono legati a lui e forse il fatto che adesso non ci sia più li rende ancora più preziosi.
Dunque la prima stagione della Goliardica fu un disastro come risultati e, sotto un certo aspetto, anche come organizzazione. La prima partita, al campo dell’ Aereoporto di Sestri Ponente contro una squadra che si chiamava “Macciò Salvarani”, si concluse con una sconfitta per 0-2. E fu un po’ una costante per tutto l’anno che ebbe uno score…pesante, sedici sconfitte, due pareggi e due sole vittorie. Ma ben presto il nucleo che doveva occuparsi dell’organizzazione si dissolse ai primi freddi e alle prime …sconfitte e così ben presto tutto rimase nelle mie mani che a diciannove anni mi ritrovai da solo a gestire la squadra, nel senso di dover reperire gli undici che dovevano giocare (e allora gran parte delle partite si giocavano alle 8 del mattino della domenica…!), il guardalinee (il compito più gravoso…) ed occuparsi delle lavaggio delle maglie, incarico che per anni ha svolto, brontolando, ma alla fine molto volentieri, mia madre. Insomma, una sofferenza autentica, tanto da pensare di smettere a fine stagione. Senonchè l’estate successiva, quando i propositi di abbandono sembravano definitivi, mi feci ancora una volta convincere dagli amici pronti a promettere di non lasciarmi solo e di aiutarmi nell’organizzazione. E così partì la seconda avventura. Nuove le maglie, rossoblù a strisce tipo Bologna, regalate da un signore, Franco, che si era offerto di dare una mano come allenatore. Le cose migliorarono, ma di poco. La squadra non finì ultima e fu già un successo.
Il terzo anno le cose andarono decisamente meglio. Tra amici, amici degli amici, parenti, venne messa su una squadra decorosa che si piazzò alla fine al quarto posto. In questa stagione venne adottato il nuovo colore della maglia che resiste ancora adesso, ossia il granata pur con qualche divagazione. Accadde che un giocatore della squadra, Franco Monteggia, capocannoniere poi della stagione con dieci gol, regalò una “muta” di maglie che aveva preso nel negozio di articoli sportivi del fratello: era granata con il bordino bianco, alla quale furono abbinati calzoncini bianchi e calzettoni bianchi.
Dopo altre stagioni altalenanti in Terza Categoria finalmente una promozione. Fu nel campionato 73-74, concluso con la conquista anche del titolo provinciale della categoria dopo le finali con le vincenti degli altri gironi. Nelle finale regionali poi la sconfitta, 3-2, dagli spezzini del Bottagna.
La squadra, un vero gruppo, come si è soliti dire quando le cose vanno bene, era composta da ragazzi che si vedevano, quasi tutti, ogni giorno perché abitanti nello stesso quartiere. Fu una cavalcata contrassegnata da quindici vittorie, cinque pareggi e due sole sconfitte.
Cannoniere principe fu Augusto Bozano, attuale presidente, con 12 gol tra campionato e finali, seguito da Salvatore Soddu con 11.
A distanza di oltre trent’anni è bello ricordare i protagonisti di allora: Maurizio Carpino (medico vascolare), Augusto Bozano (libero professionista), Salvatore Soddu (panettiere), Poldo Cozzi (ingegnere),Tonino Cipriani (libero professionista), Mauro Villa (ginecologo), Sergio Bellettini (impiegato), Luciano Zerbo (pensionato ferrovie), Vittorio Perini (ingegnere), Edo Bozano (giornalista), Giorgio Benevenuto (impiegato), Giorgio Gaeta (impiegato), Gianni Milano (informatore scientifico) ed ancora con saltuerie presenze Chicco Alcozer (attore), Alberto Carbone (agente immobiliare), Paolo Orsi (imprenditore), Mauro Ballarini (Ferroviere),Giorgio Calvisi (impiegato).


I Presidenti

Parecchi furono i personaggi che si sono avvicendati alla presidenza della società e purtroppo molti non ci sono più. Sono deceduti mio padre, Riccardo Bozano, che fu il presidente della prima promozione dalla Terza categoria alla Seconda, Franco Bertelli, uno dei primi della storia, e Aldo Montefiori, quello che ha portato per la prima volta la Goliardica in Prima categoria. Tutti e tre grandi uomini di calcio, dalla passione enorme. Io ho fatto il presidente nel periodo dopo Montefiori, ossia nell’ultimo decennio, in parte da solo e in parte in coppia secondo quella che è stata quasi sempre una caratteristica della società. Adesso ai vertici ci sono Augusto Bozano e Pierluigi D’Angelo


La svolta

La vita della Goliardica è cambiata negli anni ’80 quando sono accaduti due fatti importantissimi. Prima si è avvicinato alla società Aldo Montefiori, un imprenditore con la passione del calcio, con esperienze già maturate nel Quinto, titolare della C.M.C.T.. Lo aveva portato Enrico Muzio, storico allenatore della nostra prima squadra, che lo conosceva bene e che era stato suo dipendente prima di essere assunto dal Banco di Roma. Con Montefiori, e con un robusto innesto di giocatori dello Champagnat, sempre portati da Muzio è iniziata, dopo una retrocessione in Terza categoria, una cavalcata trionfale che nello spazio di quattro stagioni ha portato la Goliardica per la prima volta nella sua storia in Prima categoria dopo un esaltante spareggio a Piani di Ferretto contro la Pro Figaro grazie ad un indimenticabile gol in rovesciata di "Poppi" Padula.
Il secondo fatto fu l’incontro, e relativo sodalizio indissolubile, con i dirigenti di una società di Boccadasse che svolgeva attività a livello giovanile, il Club Kolbe. Era il 1986 e da allora è iniziata la seconda fase della vita della Goliardica che si è trasformata piano piano in una realtà tra le più importanti a livello giovanile del panorama cittadino.
Così da trovarmi da solo a reggere organizzativamente la società mi ritrovai improvvisamente con tre compagni di viaggio, Andrea Arcelloni, Lucio De Bernardis e Franco De Nardo, preziosissimi ed insostituibili. Il nostro sodalizio è talmente forte che è sempre andato avanti in questi anni senza avere mai la benchè minima incrinatura. E così siamo riusciti a fare il miracolo, perché di miracolo si tratta, di creare una struttura con un valido settore giovanile che ha sfornato, e continua a sfornare giovani interessanti. Ora dobbiamo solo crescere: non sarà facile perché i mezzi sono quelli che sono e la concorrenza è tanta, ma ci sorregge sempre la stessa passione, quella che ci ha permesso di arrivare fino a qua.


Il presente

La società da qualche anno si è rinforzata nel suo organico con l’arrivo di Pierluigi D’Angelo, ex presidente del Priaruggia, e sponsor principale con la sua attività di amministratore di condomini. La sua presenza costante sulla panchina della prima squadra è un punto di riferimento importante, così come i suoi apporti, economici e di gestione, alla vita societaria. Gestiamo, in consorzio, il campo di Quarto che è diventato la nostra base ed abbiamo la sede in via Vernazza 16: qui si svolge la vita societaria. Nell’attuale stagione con la prima squadra impegnata in Prima Categoria, abbiamo anche una formazione juniores, gli allievi provinciali, i giovanissimi regionali, i giovanissimi provinciali. Gli esordienti 95 e gli esordienti 96.


I campionati

1967-1974 (7 stagioni): III^ CATEGORIA
1974-75: II^ CATEGORIA
1975-76: III^ CATEGORIA
1976-1980 (4 stagioni): II^ CATEGORIA
1980-81: III^ CATEGORIA
1982-1984 (2 stagioni): II^ CATEGORIA
1984-85: I^ CATEGORIA
1985-1988 (3 stagioni): II^ CATEGORIA
1988-1990 (2 stagioni): I^ CATEGORIA
1990-1992 (2 stagioni): II^ CATEGORIA
1992-1994 (2 stagioni): I^ CATEGORIA
1994-1996 (2 stagioni): II^ CATEGORIA
1996-2002 (6 stagioni): I^ CATEGORIA
2002-2003: II^ CATEGORIA
2003-2004: I^ CATEGORIA
2004-2005: II^ CATEGORIA
2005-2006: I^ CATEGORIA
2006-2007: I^ CATEGORIA
2007-2008: I^ CATEGORIA


Totale

Campionati di II^ Categoria: 16
Campionati di I^ Categoria: 15
Campionati di III^ Categoria: 9


Gli Allenatori

9 stagioni: Enrico Muzio
4 stagioni: Alfonso Ferullo
3 stagioni: Michele Oliva, Roberto Senarega poi Armando Villa (1 stagione +3 mesi), Carlo Campora (1 stagione + 1 mese), Nicola Riganti (1 stagione+ 3 mesi), Giorgio Gualandri (1 stagione e mezza), Luigi Di Chiara (8 mesi), Umberto Verdigi (6 mesi).



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